GENERA/RI/GENERA

GENERA/RI/GENERA – Installazione e video di Anna Ferrari, testi di Piero Cademartori

– Mostra “Eternal Feminine Change Feminine” a cura di Fortunato D’Amico
XIII Florence Biennale, Fortezza da Basso, Firenze, dal 23 al 31 ottobre 2021

– Mostra “Art collection” a cura di Loredana Trestin, con Maria Cristina Bianchi
Futures Arts Gallery, Palazzo Pisani Revedin, Venezia, dal 4 al 31 dicembre 2021

Il battito pulsante di Madre Terra genera e rigenera la vita, la memoria, la coscienza, verso la luce che descrive l’incanto del mondo. L’installazione di Anna Ferrari ricrea il percorso che porta alla consapevolezza del valore della vita, del suo perpetuarsi attraverso l’essere femminile che genera creatività, coscienza, memoria individuale e collettiva.

Un ambiente ideale – nell’opera rappresentato dal Salento – nel quale la natura unisce i suoi elementi e la vita scorre al pulsare del tempo, Eden della memoria, rifugio dell’anima, riverbero che apre la coscienza al futuro.

Un percorso privato e intimo di avvicinamento alla consapevolezza del valore della donna quale fondamento della formazione dell’individuo, come essere sociale e come elemento di vita.

I versi poetici scandiscono il “dire” profondo della donna, voce che si perpetua nello spazio, espressione del tempo condiviso, della reciprocità, della percezione sensibile, della trasformazione, dell’essere che nasce e crea il mondo.

Produzione: Artemisia
Regia: Anna Maria Ferrari
Montaggio: Anna Maria Ferrari
Mixering: Anna Maria Ferrari

Nel video immagini tratte da “Le tabacchine nel Salento”, Redazione Leccesette

Nel video immagini e filmati proprietà Anna Maria Ferrari

Letture di Alessandro Pola Malaspina, Carlo Michele Marenco, Luca Valerio, Antonella Cecilia Fiori

Memoria delle radici

Arte digitale su alluminio dbond 60 x 60 cm – 2017.
“Le radici per me sono la mia città, Sanremo. Il processo di stratificazione di memorie su cui sto lavorando da tempo, va a riportare alla luce elementi sempre più profondi e lontani. Sono partita dall’elaborazione del dipinto che ho dedicato a mia madre, Segni di madre senza volto, sovrapponendolo con ricordi e visioni da parti di altri miei dipinti significativi e una mia foto giovanile, l’immagine di mio padre, architetture antiche e familiari. Memorie ataviche che si innestano nel vortice di colori che popolano il mio mondo interiore e spirituale.”

 

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