Paolo Lorenzo Parisi: “SPETTATORI ZERO” – Easy Box

Partecipo all’installazione di Paolo Lorenzo Parisi.

Foto digitali e rivisitate. 9 Novembre 2024.

Gruppo di lavoro: Spettatori Zero – Easy Box

Artisti: Paolo Lorenzo Parisi, Anna Maria Ferrari, Maurizio Roman Melis

Poeta: Piero Cademartori

Testo: Silvio Seghi

Spettatori zero – “Easy Box”

“…non esistono fatti ma solo interpretazioni”. Friedric Nietzsche

C’è una stretta analogia tra l’opera ultima di Paolo Lorenzo Parisi, Spettatori Zero, e il testo letterario del maestro di semiotica Umberto Eco. Il testo, Opera Aperta edito nel 1962, indica, sia in arte che in letteratura, un processo interpretativo libero e aperto alle più diverse linee di pensiero, senza ricorrere a iperboliche congetture, mentre contrariamente, in passato, si intendeva opera chiusa, una lettura interpretativa guidata rigidamente, criptica e inequivocabile.

Sappiamo che la costruzione del pensiero avviene per intrecci, riflessioni, connessioni, pertanto Spettatori Zero, rivela la passione di Parisi verso questa complessità e molteplicità e come U. Eco rivolge un chiaro invito al pubblico a costituire attivamente un percorso interpretativo, come co-creatore di pluri-significati.

Questa opera-azione, Spettatori Zero, volutamente consegnata in assenza di pubblico, è una rappresentazione performativa basata sulla negazione dell’evento stesso, un flop annunciato in termini di partecipazione, sottrae per aggiungere, nega per affermare, palesa in sostanza un’opera ermeticamente sigillata. Occultare è sinonimo di negare. Quindi nascondere i lavori di Anna Maria Ferrari e Maurizio Roman Melis, assieme ad un testo del poeta Piero Cademartori, sono opere che nessuno vedrà o leggera mai, chiuse all’interno di una scatola da imballo rigorosamente sigillata, celata sotto plexiglas, data in consegna a “Easy Box”, rappresenta a tutti gli effetti un lavoro consegnato al pubblico con tutti i requisiti dell’opera aperta, ma al contempo segregato allo stesso come opera chiusa.

Possiamo noi attribuire senso a qualcosa che per paradosso non vediamo? O meglio scoprire un doppio, triplo senso tra rappresentazione e occultamento sottraendo significato e al contempo generando un ulteriore significante.

Un opera tenuta in ostaggio dall’autore, rinchiusa fisicamente e visibilmente, dove il contenitore non esprime contenuto, anzi lo vanifica e la comprensione è negata. Senza nessun appiglio tangibile si vanifica la presenza in funzione dell’assenza. Siamo al limite della significanza alienata. Questo è un terreno cui Parisi da tempo lavora, sono sabbie mobili difficili da gestire, dove un linguaggio pungente e ironico, libera e si libera dalla pulsione stressante dell’atto, forza il fruitore a capire per allusione più che per formulazione, crea un rapporto che mette in seria crisi la condizione percettiva, annulla la qualità estetica, vanifica la presenza di pubblico, integra valore all’atto più che al contenuto al di là della loro tradizionale convergenza. E’ innegabile che ci sia metodo, meccanicismo e determinismo insieme, dove si creano infinite accezioni ai vertici del rebus, dell’utopia, rinviando la comprensione verso una ricerca assillante del vero oggetto dell’opera, del vero significante.

Silvio Seghi

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LUCI, OMBRE, ESTASI – Omaggio a Caravaggio

LUCI, OMBRE, ESTASI

“LUCI, OMBRE, ESTASI” Omaggio a Caravaggio – Arte digitale su alluminio dbond 70×70 CM, settembre 2024.

L’Estasi della Memoria: Riflessioni sull’Opera di Anna Maria Ferrari

L’opera digitale di Anna Maria Ferrari, una reinterpretazione contemporanea della “Maddalena in Estasi” di Caravaggio, è un viaggio tra passato e presente, tra spiritualità e memoria. In essa, le stratificazioni visive non sono semplici sovrapposizioni di immagini, ma simboli di un percorso interiore e biografico che l’artista trasforma in forma e colore. La presenza di uno sfondo che riprende un dipinto del padre, pittore riconosciuto oltre il territorio sanremasco, non è solo un omaggio alla memoria familiare, ma un richiamo alla continuità artistica e spirituale. Le pennellate aggiunte da Anna Maria Ferrari sono frutto di un dialogo tra generazioni, un’intersezione tra l’arte del padre e la sua esperienza personale.

Il colore blu, protagonista dell’opera, diventa l’emblema di un’esperienza che supera il semplice dato sensibile per proiettarsi verso una dimensione spirituale e intellettuale. Il blu, spesso associato alla trascendenza e all’elevazione, trova in questa opera una risonanza profonda, che richiama il pensiero di Goethe sul colore. Nella sua teoria dei colori, Goethe afferma che il blu è un colore «carico di negazione e attrazione», che porta con sé l’invito a guardare oltre, verso l’infinito, pur mantenendo una qualità intima e riflessiva. Così, nell’opera di Anna Maria Ferrari, il blu diventa il veicolo per una riflessione esistenziale, che conduce l’osservatore in un mondo di ricordi e contemplazione spirituale.

L’artista costruisce un ponte tra il proprio vissuto personale – un’esistenza segnata da momenti di grande dolore e di straordinaria bellezza – e l’universo collettivo, nel quale la memoria si fa colore e gesto. Le pennellate decise e uniche dell’ artista rappresentano i frammenti della sua vita: ogni strato, ogni sovrapposizione di immagini non è altro che la metafora di un’esistenza in cui gioia e sofferenza si intrecciano, formando una narrazione complessa e stratificata. L’opera è dunque un canto alla resilienza, alla capacità di ricucire i frammenti del passato per costruire nuove visioni, proprio come l’artista rielabora le opere pittoriche del padre, arricchendole di nuove dimensioni espressive.

La Maddalena in Estasi di Caravaggio, soggetto centrale dell’opera, trova qui una nuova vita: la figura della santa, persa in un’estasi mistica, diventa simbolo di un’umanità che cerca elevazione attraverso la sofferenza e la riflessione. Questa Maddalena contemporanea, immersa in un oceano di blu, ci ricorda che l’arte, come la vita, è una continua ricerca di significato, un tentativo di dare forma al caos delle emozioni e delle esperienze.

Loredana Trestin

 

 

 

 

Luci e Ombre: L’Eredità di Caravaggio nell’Arte Attuale

Partecipo alla collettiva dal 1° al 12 maggio 2024 con l’opera LUCI, OMBRE, ESTASI – Omaggio a Caravaggio

Dal 20 settembre al 4 ottobre 2024
Vernissage venerdì 20 settembre 2024 alle ore 18
Sede espositiva: Palazzo Rospigliosi, Piazza della Indipendenza, 18, 00039 Zagarolo (Roma)
Opening: La mostra sarà aperta nei seguenti orari di apertura: martedì 9-13 / 15-18; mercoledì e giovedì 9-13; venerdì 9-13 / 15-18; sabato e domenica 10-13 / 15-18
Cura e direzione artistica: Loredana Trestin
In collaborazione con: Alessandro Giansanti • Agarte – Fucina delle Arti
Assistente curatore: Maria Cristina Bianchi
Responsabile organizzazione: Valentina Maggiolo
Segnalatori d’arte: Ludovica Dagna, Giulia Lanza, Chiara Quintavalla, Valeriano Venneri, Marta Zugarelli
Art direction e web: Anna Maria Ferrari, Artemisiaonline.eu
Social media manager: Anna Poddine

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ARTISTI IN MOSTRA

crèche, Paola Bettello, Ekaterina Chorina, Jayne Cooper, Isabella Diana, Anna Ferrari, Antonella Iris De Pascale, Erimell, Fede_92, Mihaela Georgieva, Yaneth Gonzalez, Violeta Hristova, Andrea Kraus, Madmusem, Snježana Mayer, Sarah Nox, Maurizio Pittarella, Reddy, Louis Rodiger, Stein Smaaskjaer

La mostra “Luci e Ombre” si propone di esplorare l’influenza duratura di Caravaggio nell’arte contemporanea, unendo il realismo intenso e il simbolismo profondo che caratterizzano il suo lavoro. Caravaggio, pittore rivoluzionario del XVI secolo, ha lasciato un’eredità iconica di luci e ombre, una maestria nell’uso della luce che ha plasmato l’immaginario artistico per secoli. In questo contesto, la mostra offre agli artisti contemporanei, nazionali e internazionali, l’opportunità di esplorare e reinterpretare il tema delle “Luci e Ombre” secondo la propria visione unica. Gli artisti sono incoraggiati a esplorare il realismo crudo di Caravaggio, la sua abilità nel catturare la vita quotidiana con intensità senza precedenti, e ad integrare elementi simbolici che aggiungono profondità e significato alle loro opere. La mostra si svolgerà nei prestigiosi spazi di Palazzo Rospigliosi, dove Caravaggio stesso ha lasciato il segno con opere iconiche come “La Maddalena” e “I discepoli di Emmaus”. Attraverso questa esposizione, vogliamo creare un ponte tra il passato e il presente, enfatizzando l’influenza eterna di Caravaggio e permettendo agli artisti contemporanei di esplorare il concetto di “Luci e Ombre” in modo innovativo e riflessivo. Con “Luci e Ombre: L’Eredità di Caravaggio nell’Arte Attuale”, la mostra cerca di stimolare una conversazione artistica internazionale, celebrando il genio di Caravaggio e offrendo una piattaforma per nuove interpretazioni e narrazioni visive.

Loredana Trestin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sapori: Arte nutrimento per l’anima

Partecipo alla collettiva dal 1° al 12 maggio 2024 con l’opera E lucean le stelle.
Vernissage mercoledì 1° maggio 2024 alle ore 18
Finissage: Domenica 12 maggio dalle 16 alle 20.30
Sede espositiva: Mercato Coperto, Piazza del Mercato, 00044 Frascati (RM)
Opening: Mercoledì 01 maggio dalle ore 18 alle 20.30 – Aperta tutti I giorni dalle 16 alle 19.30
Cura e direzione artistica: Loredana Trestin
In collaborazione con: Alessandro Giansanti • Agarte – Fucina delle Arti
Assistente curatore: Maria Cristina Bianchi
Responsabile organizzazione: Valentina Maggiolo
Segnalatori d’arte: Ludovica Dagna, Beatrice Sorlino
Art direction e web: Anna Maria Ferrari, Artemisiaonline.eu
Social media manager: Anna Poddine

“Sapori” è una rassegna collettiva d’arte contemporanea ospitata in una location industriale nata per contenere il mercato ortofrutticolo sito nel centro urbano (baricentro della vita cittadina di tutti i giorni), di uno tra i più importanti paesi dei Castelli Romani: Frascati. Il mercato è un non-luogo che si fa ecosistema protetto dove due mondi riescono a coesistere su due piani, due dimensioni
diverse ma interconnesse tra loro che coniugano la tematica del cibo come nutrimento per il corpo a quella dell’arte come cibo per l’anima.
In un paese dalla forte vocazione culinaria e dalla grande tradizione vitivinicola, il polo si erge con il suo ampio spazio accogliendo turisti ed avventori che assistono ad una nuova esperienza culturale nata dalla necessità di riutilizzo consapevole degli spazi cittadini e della metamorfosi di luoghi nati per altre destinazioni. Lo spazio ibrido dona nuova vita e nuovo dialogo spostando la frontiera dell’arte ed avvicinandosi alla vita quotidiana di tutti noi, un passaggio che dona ai saperi dell’arte, fedeli compagni dell’ingegno umano, una dimensione ancor più terrena e vicina all’uomo e al suo corpo, assolvendo al suo compito e ruolo sociale di sostentamento dell’animo umano.
La sfida proposta da “Sapori” è insita nella location stessa, che da spazio liminale e al margine dell’immaginario culturale comune, diviene museo grazie alla sua nuova veste proponendo un dialogo che s’inserisca nella vita di tutti i giorni, quello della storia del cibo e di come esso abbia nutrito l’immaginario artistico antico, moderno e contemporaneo

Loredana Trestin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AMISTAD

AMISTAD

Maurizio Melis Roman, Anna Maria Ferrari, Paolo Lorenzo Parisi
AMISTAD – Tecnica mista – 60×60 cm cad. – 2023

 

 

 

 

 

 

Onde e Stelle: Viaggio Senza Confini tra Mare e Universo

E lucean le stelle

Partecipo alla collettiva dal 7 al 21 marzo 2024 con l’opera E lucean le stelle.
Inaugurazione giovedì 7 marzo 2024 alle ore 17
Sede espositiva: Museo Navale di Imperia • Calata Anselmi – 18100 Imperia IM
Orario mostra: martedì, mercoledì e giovedì 10-13 / 15-18; venerdì 15-18; sabato e domenica 15-22
Cura e direzione artistica: Loredana Trestin
Assistente curatore: Maria Cristina Bianchi
Responsabile organizzazione: Valentina Maggiolo
Segnalatori d’arte: Ludovica Dagna, Giulia Lanza, Chiara Quintavalla, Beatrice Sorlino
Art direction e web: Anna Maria Ferrari, Artemisiaonline.eu
Social media manager: Anna Poddine

Onde e Stelle – Viaggio Senza Confini tra Mare e Universo “Nell’infinito abbraccio tra onde e stelle, l’arte si libra senza confini, danzando al ritmo delle correnti marine e delle galassie lontane. Questa mostra è un invito a esplorare l’ineffabile connessione tra il mare che avvolge la nostra terra e l’universo che si estende oltre l’orizzonte visibile.
In ogni pennellata, scultura e visione creativa, gli artisti da ogni angolo del mondo convergono in un luogo senza tempo, sfidando i confini geografici per celebrare l’essenza universale dell’arte. Ispirati dalla filosofia di pensatori visionari, tra cui Kahlil Gibran, che affermava ‘L’arte è l’immortalità che vive dentro il tempo’, gli espositori narrano storie senza parole, comunicando emozioni che vanno al di là delle barriere linguistiche.
Immersi nell’incanto delle opere, i visitatori sono invitati a perdersi in questo viaggio, dove l’arte diventa un ponte tra il mare che bagna le rive e l’infinità celeste. Attraverso la visione di ogni artista, la mostra offre uno sguardo al di là del nostro orizzonte quotidiano, spingendo gli spettatori a contemplare la bellezza senza confini che abbraccia il nostro mondo e oltre.
In ‘Onde e Stelle: Viaggio Senza Confini tra Mare e Universo’, ci immergiamo in un’esperienza sensoriale che celebra l’amore, l’arte e la connessione globale, ricordandoci che, così come le onde bagnano ogni costa e le stelle illuminano il cielo notturno, l’arte può veramente unire cuori e menti senza confini.”

Loredana Trestin

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E LUCEAN LE STELLE

E lucean le stelle

E lucean le stelle – Arte digitale su alluminio dbond 80X60 CM, 2024.

E LUCEAN LE STELLE

L’arte di Anna Maria Ferrari si presenta come un’armoniosa sinfonia cosmica, in cui il colore si trasforma in un diapason che sintonizza connessioni positive, irradiando energie benefiche a chi contempla le sue opere. Il cromatismo, organizzato con maestria, sembra essere guidato da una forza invisibile, coinvolgendo molteplici strati di significato nelle creazioni dell’artista.

Attraverso le pennellate di Anna Maria Ferrari, il colore diventa l’alfabeto del cuore, traducendo il ritorno alla vita in un’ode visiva. Come un diapason cosmico, l’artista armonizza le energie del cosmo, canalizzando connessioni positive in opere che fungono da messaggeri di bellezza. L’organizzazione cromatica, guidata da una forza impercettibile, rivela un dialogo profondo tra la sua anima e l’universo.

In questo danzare di colori, emerge un aforisma che permea le opere di Anna Maria Ferrari: “Nelle sfumature del cuore, l’artista dipinge il ritorno alla vita, tessendo connessioni cosmiche che sfidano il silenzio con un linguaggio di bellezza ineffabile.” È un invito a contemplare le opere non solo come manifestazioni artistiche, ma come ponti tra l’individuo e l’infinito, tra il cuore e il cosmo.

Attraverso l’opulenza cromatica di Anna Maria Ferrari, siamo testimoni di un’arte che va oltre la tela, raggiungendo il cuore. I colori, come linguaggio universale, diventano l’alfabeto di emozioni esplosive, collegando l’opera alla vitalità dell’esistenza. La sua connessione col cosmo, manifestata come un diapason invisibile, trasforma la creazione artistica in un rituale di trasmissione di energie positive.

L’aforisma emergente ci invita a riflettere: “Nel dialogo silenzioso tra l’artista e l’universo, il cuore trova voce nei colori, tessendo connessioni cosmiche che rendono l’arte un risonante inno alla vita.” Le opere di Anna Maria Ferrari diventano così una celebrazione della bellezza intrinseca dell’esistenza, un invito a immergersi nelle profondità del cuore e a cogliere le connessioni che permeano l’intero universo.

Loredana Trestin



 

 

 

 

FORTE SANTA TECLA: VISIONI D’ARTE TRA STORIA E CONTEMPORANEITÀ Maurizio Melis Roman • Paolo Lorenzo Parisi

Partecipo alla mostra dall’8 dicembre al 7 gennaio 2024 con l’opera “Amistad”, realizzata insieme a Maurizio Melis Roman e Paolo Lorenzo Parisi.
Inaugurazione giovedì 7 marzo 2024 alle ore 17
Sede espositiva: Forte Santa Tecla – Sanremo
Orario mostra: Orario 10.00 – 13.00 ——– 15.00 – 18.00, da mercoledì a domenica. Tariffe di ingresso: intero 5 euro, ridotto 3 euro (18-25 anni), gratuito (minori di 18 anni)

A cura di: Anna Maria Ferrari
Organizzazione: Artemisia – Sanremo (artemisiaonline.eu)
Impaginazione e grafica: Anna Maria Ferrari
Testi: Piero Cademartori, Pina Daniele, Anna Maria Ferrari
Fotografie opere: Photo Giulio Genova, Mihail Ivanov

FORTE SANTA TECLA: VISIONI D’ARTE TRA STORIA E CONTEMPORANEITÀ Maurizio Melis Roman • Paolo Lorenzo Parisi

LA MOSTRA

Da diversi anni conduco un lavoro di ricerca sulle radici e sulla memoria, che coinvolge la sfera intima e privata per poi alimentare l’espressione artistica e lo studio di come si manifesti nello sguardo degli artisti contemporanei.

Nata e cresciuta a poche centinaia di metri dal Forte, in un ambiente ricco di storia e di arte, ho subito e accolto le suggestioni che questa struttura di pietra, che si staglia tra la città e il mare, ha evocato nel mio intimo, tantopiù da quando è rinata come “culla” di eventi artistici e culturali.

Parte da questo “sentimento del cuore” il desiderio di realizzare un evento che nascesse da questo “humus” e in cui coinvolgere anime affini. Con Piero Cademartori abbiamo trovato negli artisti Maurizio Melis Roman e Paolo Lorenzo Parisi, con cui a lungo ho collaborato, la sintonia e il desiderio comune di portare a compimento questo progetto, un percorso di oltre un anno che verrà presentato e sarà fruibile al pubblico in questa mostra.

La mostra intende fare un omaggio artistico allo spazio architettonico e culturale di Forte Santa Tecla, attraverso la proposta di opere pittoriche e installazioni nelle quali si fa riferimento alla storia di Forte Santa Tecla con sguardo contemporaneo ed espressioni tra modernità e concetto, in cui le opere parlano senza voce, con coerenza e rigore, in un dialogo visuale tra visitatore e struttura. Dopo il grande lavoro di recupero della struttura, che innerva e salvaguarda la storia del luogo e del monumento, gli artisti invitati sentono forte il desiderio di un omaggio artistico specifico dedicato a questo importante luogo di arte e cultura.

Il nucleo principale delle opere esposte è stato appositamente pensato, proposto e realizzato proprio per questa mostra. Gli artisti Maurizio Melis Roman e Paolo Lorenzo Parisi da tempo abbracciano la fascinazione di Forte Santa Tecla, ne hanno seguito e studiato sia la storia, che le più recenti trasformazioni. Artisti riconosciuti in Italia e all’estero, hanno predilezione per il dialogo tra luoghi ed espressione artistica, tra storia ed elaborazione pittorica, tra elementi architettonici e arte concettuale, attraverso una visione aperta e solidale della società contemporanea.

Di origine cilena, figlio d’arte, trasferitosi in Italia nel 1975, Maurizio Melis Roman approfondisce gli studi di pittura con Renata Soro per poi proseguire la propria attività artistica e una ricerca che attinge a mondi primordiali, per restituirci un’intima percezione di pace e bellezza.

L’artista si immerge nel proprio lavoro, assimila e traduce suggestioni e simboli in cui elementi e colori naturali e materiali “vissuti” vengono rielaborati, assemblati, ricuciti, portandoci nei suoi universi o “mundos”.

Una ricerca meticolosa e attenta, che attraversa il reale e lo spirituale con un processo poetico che purifica e sana. Sono gli stessi colori che esprimono il percorso artistico partendo dalle tonalità delle terre all’ocra per poi condurci alla purificazione del bianco, che si esprime e ci avvolge con raffinatezza e delicatezza. Un sincretismo artistico, capace di raccogliere metaforicamente nella sua forma le macerie e la distruzione della storia e di trasformarle in un genuino canto di pace e bellezza.

Il lavoro di Melis sul Forte di Santa Tecla parte dalla ricerca immersiva nella storia del Forte e nei simboli, nella scelta dei materiali, che potranno essere utilizzati in fase di realizzazione delle opere: l’immagine della Santa, carte, documenti, pietre naturali, tessuti.

Da questo lavoro certosino e dal “passaggio” attraverso il cuore dell’artista nascono i polittici che sono il fulcro delle opere di Melis. L’elemento del cuore, elemento che solo può sanare e guidare la nostra umanità verso una dimensione universale e salvifica. Quel cuore che con il suo palpito ritma i nostri pensieri, accompagna la nostra vita, dona un senso ai nostri pensieri, guida nel bene e nel male le nostre azioni.

Con questa mostra Paolo Lorenzo Parisi, eclettico artista genovese, suggella il ciclo di vent’anni della sua ricerca artistica nell’ambito della digital art e della elaborazione fotografica. Da artista poliedrico quale è, ha spaziato dagli anni 90 in poi in ogni ambito e linguaggio. Inizia da autodidatta e con la sua innata curiosità e ironia viene a contatto con i principali artisti e galleristi genovesi. Suoi lavori sono stati battuti all’asta e sono presenti in collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.

Parisi indaga e rielabora la realtà con uno sguardo ironico e attento utilizzando la pittura, l’arte concettuale, l’assemblaggio, della manipolazione digitale, l’installazione/performance, affrontando spesso temi sociali e di denuncia con una chiave dissacrante e a volte ludica che vuole portarci alla riflessione attraverso lo stupore.

Lo sguardo di Parisi è sempre pronto a cogliere ed evidenziare situazioni e messaggi distorti che condizionano il nostro vivere, così come denuncia ogni tipo di ingiustizia e di crudeltà. Il suo lavoro scuote le nostre coscienze dal torpore e ci porta a vedere con i suoi occhi situazioni che ci toccano nel profondo. Culle, torte, orsetti, madonnine, guanti di lattice, forme sinuose in plexiglass, il suo tratto “grasso” e libero, popolano il mondo di Parisi e ci conducono in una dimensione propria e assolutamente singolare.

Con passione e ironia Parisi si immerge nella storia del Forte e nelle sue suggestioni, da luogo di potere a luogo di pena, per vivere poi la rinascita attraverso l’arte che tutto purifica ed eleva con la sua potenza.

Nella sua creatività, non me lo vedo in trincea, ma sul campo, seppure solitario, a elaborare azioni di attacco, simulazioni, per confondere, bloccare, fare riflettere… (Giuseppe Mortara, Genova 2002).

Anna Maria Ferrari
Artemisiaonline 

 

 

 

CASA MUSEO DI GIUSEPPE “PIPIN” FERRARI Visita guidata in occasione della Diciannovesima Giornata del Contemporaneo

7 ottobre 2023 – Visita guidata dello studio e casa d’artista di Giuseppe “Pipin” Ferrari (Sanremo, 1904 – 1972), consultazione delle opere, degli archivi e delle documentazioni.

Giuseppe “Pipin” Ferrari (Sanremo, 1904 – 1972) – al quale il Comune di Sanremo ha dedicato i giardini antistanti la casa dell’artista, con una targa monumentale realizzata da Elio Markese – è definito “L’ultimo cantore della Belle Epoque”, intendendo che i suoi studi, gli articoli, le sue ricerche storiche, i quadri e le opere letterarie sono il compendio della vita, dei luoghi e dei tanti personaggi illustri che hanno animato la Liguria e in particolare Sanremo per tutto il primo Novecento, nonché formidabile omaggio che l’artista ha dedicato alla sua città, incessantemente, per tutta la vita.

Qui l’iniziativa Amaci.org

 

 

 

Il canto delle sirene – Museo Luigi Bellini – Firenze

Partecipo alla collettiva “Il canto delle sirene” dal 31 marzo al 14 aprile 2023, Vernissage: venerdì 31 marzo 2023, ore 18.
La prestigiosa sede espositiva è il Museo Luigi Bellini, Firenze Lungarno Soderini, 5, 50124 Firenze FI.
Orario mostra: Dal lunedì al sabato, dalle 10.30 alle 12 e dalle 16 alle 18.

La curatrice della mostra è Loredana Trestin.
Resp. organizzazione Museo Bellini: Margherita Chiara Immordino Tedesco
Partecipazione dello storico dell’arte: Valeriano Venneri
Assistente curatore: Maria Cristina Bianchi
Responsabile organizzazione: Valentina Maggiolo
Segnalatori d’arte: Ludovica Dagna, Giulia Lanza, Beatrice Sorlino
Art direction e web: Anna Maria Ferrari Artemisiaonline.eu

|Catalogo | Invito| Il canto delle sirene Locandina| Segnalibro|

Concept

Secondo Cicerone, il canto delle Sirene nell’epopea omerica è una promessa di conoscenza: Odisseo non fu attratto dalla soavità del loro suono, ma dal desiderio insaziabile di apprendere. Queste creature metà donne, metà animali, non sono solo figure mitologiche misteriose, ma da sempre il simbolo della seduzione intellettuale: il loro canto è micidiale come la parola e l’immaginazione, sono esseri che sembrano assolvere il compito di mediatrici tra il mondo umano e quello soprannaturale, ed ecco che viene così spiegata anche la loro natura ibrida che coniuga la loro umana capacità di cantare agli uomini con suoni di altro mondo in grado di incantare la mente. Solo tra la fine del VII e l’VIII secolo d. C., negli anni del passaggio dalla cultura pagana a quella cristiana, le sirene sono descritte come creature dal busto di fanciulla e dalla coda squamosa di pesce, aspetto che esprime una nuova concezione del mare come elemento di transizione tra umano e soprannaturale. Una tematica questa in cui i nostri artisti vorranno rappresentare con le proprie creazioni artistiche questo connubio e/o divisione, tra concreto e astratto, reale ed irreale, terreno e spirituale…

Loredana Trestin

IL CANTO DELLA SIRENA: Arte digitale su tela e alluminio dbond 2m x 1m, dicembre 2021.

L’opera “Il canto della sirena” di Anna Ferrari fa emergere la figura femminile tra le trame del colore e le onde del segno, come da un mare intenso, mosso, calmo ma vibrante. L’artista da diverso tempo preferisce il tema della memoria, filtrata attraverso la sensibilità personale, scegliendo soluzioni espressive tra segno cromatico, inserimenti materici e digitalizzazione delle opere. In “Il canto della sirena” riprende in digitale i caratteri cromatici della sua pittura, con inserimenti di elementi pittorici di sue opere giovanili che rimandano, appunto, alla memoria personale. Ricorre  l’immagine femminile quale elemento distintivo, la donna si riappropria del suo ruolo nel mondo, una donna dal corpo sinuoso, esibito e immerso in una realtà magmatica, nella quale il colore non lacera, ma avvolge la carne, la ricopre di scorie, la vela, forse a sottrarla al dolore. Il dolore di una sirena che non vive senza l’acqua del mare, ma che scopre quanto il mondo trasmetta fascino e insidie.

Se tu sei vita, e vita in fine
ascolta il suono, il canto alato
la dolce nota, coglie il dolore
del corpo steso, del corpo amato
sottrai il tuo corpo, dietro la spuma
sottrai dal canto, la melodia
resta il tuo sogno, fresca sirena
un sogno antico, fatto di spuma
fatto di mare, di calda bruma
che ti colora, ti fa serena.

Piero Cademartori